Findus sfida gli stereotipi… non solo gay

Sono in onda ormai da qualche mese i nuovi spot tv della Findus, per i piatti pronti surgelati. Cavalcando l’onda delle accanite contestazioni che hanno colpito le dichiarazioni anti-gay da parte di Guido Barilla, presidente della nota multinazionale italiana “Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay”, il gruppo Findus, si fa portavoce di una nuova controtendenza.

I clichè legati alla famiglia tradizionale vengono delicatamente smontati, con giovani che vivono a casa da soli, in grado di pensare a se’ stessi, la mamma OSPITE, il compagno presentato come tale e non come coinquilino. Negli spot assistiamo al coming out gay, accolto quasi senza sorpresa da parte dei genitori e accettato senza riserve (guarda lo spot). Ma di questo si è già parlato molto.

Altra novità, però, la stiamo vedendo in questi giorni, con il nuovo spot.
Questa volta, l’agenzia pubblicitaria, si fa paladina di un’altra categoria tartassata da luoghi comuni e pregiudizi: la donna al volante! Ed anche questa volta lo fa in contrapposizione alla famosa iniziativa della Fiat, che nel 2013 per festeggiare l’8 marzo, promosse i sensori per il parcheggio gratuiti per le sole donne. Anche in questo caso polemiche a non finire (leggi un articolo del 2013). Sarà un caso che proprio in questi giorni sia in onda? Nel filmato l’uomo, imbeccato dalla moglie, confessa di aver rigato l’auto, per la seconda volta,  e lei lo rimprovera amabilmente. Il tutto senza alcuna ironia o caricatura.

Diciamo che un piccolo passo avanti, o meglio controcorrente, è stato fatto, anche se alcune scelte comunicative denotano una prudenza che sottolinea la nostra sensibilità, come se il pubblico Italiano non fosse ancora pronto ad accogliere pienamente un uomo imbranato al volante, o una famiglia che accetta, sornionamente, l’omosessualità del proprio figlio. L’escamotage in tutti gli spot è il medesimo: sono girati senza che nessun volto sia visibile, si vedono le mani, i gesti, le tavole. Si sentono le voci, le risate, ma nessun viso. Un po’ a mantenere le distanze…

Da qualche parte si dovrà pur cominciare!

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