Advertising su carta stampata vs pubblicità on line

E’ un dato di fatto: gli investimenti per l’advertising tradizionale su carta stampata sono crollati miseramente nel 2014, contro un crescente sorpasso della pubblicità on line.

«L’affermazione della nuova Internet, incentrata sempre più sui device mobili, sui social network e sui video, ha generato un profondo cambiamento nel mercato dell’advertising, che ora giunge a una svolta decisiva» afferma Andrea Rangone, direttore scientifico dell’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano.

 

«Nel corso del 2013 – aggiunge Rangone – è cresciuta sensibilmente la pubblicità su smartphone e tablet, salita del 180%; è aumentata quella su social network (più 75%) e su video (più 32%)».

Seppure ad oggi tutti i supporti di comunicazione cartacei stiano vivendo il loro canto del cigno, è pur vero che una massiccia fetta di mercato resta ancorata a tali supporti, incapace di confrontarsi con una realtà  ormai senza via di ritorno. Ancora oggi molte aziende si trovano nell’impossibilità di abbandonare completamente la pubblicità sui quotidiani e riviste, brochure cartacee, cataloghi e volantini, per l’impossibilità  di raggiungere una fetta di mercato ancora importante.

I dati parlano chiaro, quello che forse rende il passaggio così drastico, ma in realtà così poco definitivo in Italia è un dato demografico prima, ed un dato di efficienza poi. Nel nostro paese il dato demografico, con il suo 21% circa della popolazione al di sopra dei 65 anni di età (dati ISTAT 2014), ha un’incidenza enorme sulle scelte di comunicazione delle aziende.

Soprattutto laddove la popolazione maggiormente smaliziata nei confronti delle nuove tecnologie deve fare i conti con la bassa capacità di acquisto e molte persone si trovano con una limitazione  “educativa” oggettiva di approcciarsi a supporti digitali. Come dire che “chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”. Accade spesso quindi che li dove le aziende si trovano ad investire nell’innovazione dei propri sistemi comunicativi, una fetta del loro target gli “chieda” di non abbandonare la buona vecchia carta. Altro dato che non facilita il sorpasso definitivo del web advertising sulla pubblicità tradizionale anche in Italia è la mancanza di efficienza e diffusione del web e dei sistemi digitali. Una troppo vasta area della penisola italiana non è fornita dalla connessione ad alta velocità, per non parlare delle resistenze di alcune amministrazioni pubbliche ad estendere le aree wi-fi free. Insomma anche coloro che vogliano fare uno sforzo e vincere le proprie naturali inibizioni  cercando  di adeguarsi alle innovazioni non sono aiutati.

Certo è che questo sorpasso è ormai avvenuto, come è dimostrato anche dal dilagare delle versioni on line e mobile per i maggiori quotidiani nazionali e la nascita di testate congenitamente digitali. Il punto è capire in che modo e con quale approccio investire in tali nuovi supporti, saper cogliere il momento opportuno per lasciarsi andare al completo affrancamento dalla carta stampata.

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